Addio Rampage

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Aggiornato: 27 gennaio 2013
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Addio rampage

Ieri un altro della vecchia guardia è caduto ed è stata la sua terza sconfitta consecutiva.

Quinton Rampage Jackson è uno dei lottatori più carismatici e più entusiasmanti della storia delle MMA.

Ricorderemo i suoi grandi incontri nella mitica Pride e i suoi primi anni nell’UFC dove divenne campione battendo Chuck Lidell e in seguito unificò il titolo dell’UFC con il titolo di Pride quando riuscì a battere il grande Dan Henderson. Solo per questi due incontri Rampage avrà per sempre un posto importantissimo nella storia dell’UFC.

Ma questo è il passato, Rampage di oggi non è più quel grande lottatore che era una volta o meglio lo è sempre, ma non si è evoluto. Nelle arti marziali miste di oggi bisogna essere forti in tutti gli aspetti del combattimento, e Rampage oltre ad aver trascurato l’arte con cui ha iniziato (il wrestling) non ha mai sviluppato un buon jiu jitsu ed è per questo che ormai rappresenta il passato.

Quando si parla di lottatori di seconda generazione si intende quel tipo di atleta che conosce più di un arte marziale ma non è ferrato in tutti gli aspetti del combattimento, mentre invece per terza generazione s’intendono quei lottatori forti in tutte le aree come George St. Pierre o Cain Velasquez. Quando Quinton si è trovato a gareggiare contro lottatori di seconda generazione come lui, si è quasi sempre trovato bene e ha quasi sempre vinto ma appena ha lottato contro avversari di terza generazione ha sempre perso.

Perché? Per il fatto che il lottatore di terza generazione essendo forte in tutti gli aspetti ha avuto solamente bisogno di evitare le sfuriate di Rampage e attaccarlo nei suoi punti deboli ed è così che contro gente come Jones, Evans e Bader, Rampage è sembrato quasi inesistente. E la stessa cosa è successa ieri, anzi, ieri ancora di più visto che Glover lo ha battuto in tutto.

Rampage ha fatto tanto in questo sport e ha raggiunto grandissimi risultati grazie al suo talento e alla sua potenza fisica ma pensate cosa avrebbe potuto fare se fosse stato più intelligente e se avesse avuto più costanza nell’allenamento. Non sapremo mai quali risultati avrebbe potuto ottenere e lo ricorderemo come un fortissimo lottatore che ci ha intrattenuto alla grande nella maggior parte dei suoi incontri, un campione, ma non sarà ricordato come un grandissimo alla Anderson Silva o alla Fedor Emelianenko ed è davvero un peccato perché ci sarebbe potuto arrivare.


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